Scritto da Iryna Pushchak
Quando si parla di fondi europei per il digitale, il pensiero va spesso a grandi infrastrutture tecnologiche o a progetti riservati alle imprese del settore ICT. La realtà è molto diversa — e le opportunità disponibili oggi riguardano una platea molto più ampia di quanto si immagini.
La pandemia di Covid-19 ha evidenziato quanto dipendiamo dalla tecnologia — e quanto fosse pericoloso per l’Europa affidarsi a sistemi e soluzioni provenienti da altre regioni del mondo. A questo si è aggiunta, negli anni successivi, la guerra in Ucraina, che ha ulteriormente esposto le vulnerabilità delle catene digitali europee. La risposta è stata Digital Europe, il programma è operativo dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2027, con una dotazione complessiva superiore a 8,2 miliardi di euro.
È nato in parte separandosi dal programma Connecting Europe Facility, da cui ha ereditato la vocazione per le infrastrutture digitali transfrontaliere.
NB: in questo periodo lo stiamo raccontando anche nelle Università insieme ai colleghi Miguel Carrero e Valeria Corina !
Cinque anni dopo: cosa ha prodotto
I risultati sono concreti.
Il programma ha finanziato il primo supercomputer exa-scale europeo in Germania, creato strutture europee per il testing dell’intelligenza artificiale e investito oltre 194 milioni di euro in centri europei per la cyber-sicurezza. Nel 2023 è stata aggiunta un’area dedicata ai semiconduttori, nell’ambito del Chips Act europeo. Digital Europe ha dimostrato di saper evolvere senza perdere la propria identità: trasformazione digitale concreta, accessibile, radicata in Europa.
Cosa finanzia
Il programma sostiene interventi reali su intelligenza artificiale, cloud, cyber-sicurezza, competenze digitali avanzate e digitalizzazione dei servizi pubblici e privati. Non è riservato a chi è già all’avanguardia nel digitale: è progettato per colmare il divario tra la ricerca tecnologica e la sua applicazione concreta, a beneficio di imprese, università, enti pubblici, centri di formazione e pubbliche amministrazioni.
Noi di Sinergia lo seguiamo da vicino. Siamo parte del progetto UPRAISE, coordinato dall’ Alma Mater Studiorum – Università di Bologna , che sviluppa competenze europee sui mondi virtuali — eXtended Reality, Digital Twins e Intelligenza Artificiale — con orizzonte al 2029. Non teoria: ecosistemi formativi reali, per professionisti reali.
I bandi aperti adesso
Il 21 aprile 2026 la Commissione Europea ha aperto il 10° set di call del programma, con scadenza comune al 1° ottobre 2026. Tre le opportunità attualmente aperte più rilevanti per le organizzazioni che seguiamo:
EdTech Accelerator — Finanzia un consorzio che progetterà e gestirà un programma di accelerazione per startup e PMI europee nel settore dell’educazione digitale, guidandole dalla validazione del concept fino al pilotaggio in ambienti reali e al lancio sul mercato. Budget: 2,7 milioni di euro.
Competenze digitali per l’AI in sanità — Finanzia università, organizzazioni di ricerca e imprese che vogliono progettare e erogare congiuntamente programmi di formazione sull’intelligenza artificiale per aumentare la preparazione digitale delle organizzazioni sanitarie e del loro personale. Budget: 7,8 milioni di euro.
Coalizioni nazionali per le competenze digitali — Sostiene la creazione di nuove coalizioni nazionali per le competenze digitali e l’occupazione, e il rafforzamento di quelle esistenti, con collegamento alla piattaforma europea Digital Skills and Jobs. Budget: 2 milioni di euro.
In arrivo nel 2027
Per chi vuole iniziare a pianificare, sono attese per il secondo trimestre 2027 call su intelligenza artificiale generativa, eccellenza nell’istruzione superiore nelle aree digitali chiave — IoT, robotica, cloud, data analytics — e una nuova Cybersecurity Skills Academy. Budget complessivo indicativo superiore a 50 milioni di euro.
Perché muoversi adesso
Le organizzazioni che ottengono risultati sono quelle che iniziano a ragionare con anticipo: identificare il bando giusto, costruire il consorzio, allineare la proposta alle priorità del programma richiede tempo.
Cinque mesi alla scadenza di ottobre sembrano tanti. Non lo sono. Una candidatura competitiva si costruisce in mesi: serve tempo per identificare il bando giusto, trovare i partner europei, strutturare una proposta coerente con le priorità del programma.
Le organizzazioni che ottengono risultati sono quelle che iniziano a ragionare prima degli altri.
Se vuoi capire se Digital Europe può essere lo strumento giusto per un progetto che hai in mente, siamo disponibili per una prima analisi gratuita. Contattaci: https://sinergia.it/richiesta-consulenza-gratuita

